Dod

Donne che odiano donne

di Unione Nazionale Consumatori Umbria

IL PROGETTO

Perché le donne si rendono artefici di comportamenti odio online contro altre donne? Siamo vittime e carnefici inconsapevoli di una catena dell’odio. Che però, fortunatamente, possiamo spezzare.

La violenza on-line in generale è multidimensionale. È ovunque, perché in qualsiasi luogo possiamo esserne vittime o artefici. È continua, perché le tracce possono rimanere scolpite anche a distanza di anni. È virale, perché quando la scriviamo o la leggiamo la alimentiamo. È anonima, perché il nome dell’autore è poco più di una indicazione simbolica. È pericolosa, perché mette in contrasto persone che dovrebbero comprendere lo stesso modo di comunicare.
L’odio tra donne sul web ha queste caratteristiche.

Operare una riflessione sul tema può portare a spezzare pregiudizi, interrompere l’odio e a comprendere che il veleno subìto non può essere fatto circolare perché porta a ulteriore sofferenza e isolamento.

Tra le forme di odio on-line più insidiose per complessità sociale, delicatezza psicologica ed intensità del fenomeno, vi è l’odio delle donne contro altre donne. Con questa affermazione non si intende colpevolizzare, ma al contrario, approfondire le ragioni alla base di un gesto tanto diffuso, anche on-line, e così potenzialmente lesivo. Lungi infatti dall’essere una ragione per cui colpevolizzare le donne, alcune forme di sviluppo dell’odio sono invece conseguenza diretta o indiretta proprio della colpevolizzazione sociale da loro subìta.


Le donne sono state relegate e rappresentate per secoli dalla letteratura e dall’immaginario collettivo nel ruolo di protagoniste di forme irrazionali, subdole e sottili di malvagità e di vendetta. Questo è stato fatto però da una società tendenzialmente maschilista che, al contrario, si auto considerava come detentrice di forme di potere razionale. Si pensi alle rappresentazioni negative della curiosità di Pandora, della violenza vendicatrice data dalla “sindrome” di Medea contro Giasone, dello spirito irrazionale di Ophelia e di Didone, per non parlare del peccato originale di Eva. Intrappolate per etero-imposizione in un circolo vizioso dagli effetti massimamente nefasti, hanno alimentato così loro stesse alcune quelle forme taglienti di giudizio (ed in ultima analisi di violenza psicologica), che avevano subito. Consapevolizzare e riflettere su questo tema diviene allora centrale per limitarne gli effetti sia all’interno che all’esterno del web.

Il progetto DONNE CHE ODIANO DONNE (acronimo DOD) nasce dunque da due giovani che si sono confrontati sul tema dell’hate speech online.
Ci si è chiesto: cosa si prova ed essere giudicate da un’altra donna per il proprio aspetto fisico, per le proprie scelte, la propria cultura di appartenenza o la propria carriera? Quanto è doloroso dover combattere con chi si suppone abbia i mezzi idonei per comprenderti? È possibile che consapevolmente o inconsapevolmente sono stata vittima o, magari artefice, di questi giudizi così lesivi? Come si può spezzare questa catena del giudizio? Da questi spunti la nostra associazione ritiene importante agire nella nostra comunità di riferimento. L’accessibilità e la fruibilità del progetto sono un punto fondamentale per spargere informazioni e consapevolezza sul tema dell’hate speech tra donne. 

COSA FAREMO:

La scelta è quella di partire da un approccio on-line, sia perché gli utenti possono avervi una maggiore capacità di discernimento visto l’utilizzo abituale, sia perché quello è il luogo ove possiamo ritrovare possibili vittime o carnefici. Inoltre, andando a trattare anche il tema dell’hate speech offline, ci approcceremo a un confronto che vada oltre, ed in un certo senso prima, dell’ambiente digitale.
Molte vittime di hate speech potrebbero essere soggetti passivi o attivi senza saperlo.
L’idea è quella di basare il progetto su 5 incontri pubblici online, accessibili a tutti: la nostra intenzione è quella di fare interventi sulla pagina Facebook della nostra associazione (https://www.facebook.com/consumatoriumbria) e poi salvarli sul nostro sito (https://www.consumatoriumbria.it/)

In estrema sintesi, lo schema delineato per lo svolgimento sarebbe il seguente: durante il primo incontro si prevede un’introduzione al tema, in cui oltre a parlare del ruolo di vittima e di carnefice osserveremo come le forme di manifestazione possano essere online, offline e miste (rapporto con i media, senso del giudizio causato da un modello sbagliato di riferimento propugnato da alcuni ambienti sociali e culturali). Negli incontri successivi ci si concentrerà in maniera approfondita rispettivamente sulla discriminazione e hate speech per aspetto fisico, poi per aspetto psichico (mancanza di solidarietà femminile e traumi psichici tra le cause) e quello per aspetti socioculturali (paura e non comprensione di ciò che può risultare “diverso” e delle scelte personali tra le cause). Infine sull’odio causato e direzionato dalla posizione e dalla carica lavorativa (si veda il problema dell’indipendenza economica e intraprendenza tra le motivazioni di questo)

COME LO FAREMO:

Per svolgere questo percorso riteniamo fondamentale partire da un questionario di partenza, ed accompagnare lo svolgimento degli incontri con l’avvio di un forum on-line. Al termine degli incontri, sarà fondamentale la fase di condivisione dei risultati e di diffusione “provata” della capillarità del problema. Tra le varie attività di condivisione si è immaginato alla stampa e alla diffusione delle frequently asked question ed eventualmente di estratti anonimi delle testimonianze.
Riteniamo che una corretta valutazione e diffusione del tema possa richiedere un periodo di tempo quantificabile in 4 o 5 mesi. Così facendo sarà possibile accompagnare gli utenti e la comunità in un percorso di sedimentazione ed evoluzione.


L’ASSOCIAZIONE

Unione Nazionale Consumatori Umbria è una branca dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ed è la prima associazione per i consumatori in Italia. La sua Fondazione risale al 1955. UNC è indipendente dai partiti politici e dai sindacati ed è un’associazione di promozione sociale. Il suo unico scopo e principale obiettivo è la protezione e rappresentazione dei consumatori, perseguita attraverso la proposta di nuove norme, assistenza, informazione, istruzione e attività di orientamento per i cittadini attraverso le sue filiali. Allo stesso tempo, è un importante canale di comunicazione grazie all’appartenenza al Consiglio Nazionale dei Consumatori presso il Ministero dell’Economia, promosso dal Ministero degli Affari Sociali e del Lavoro. È un’associazione di promozione sociale riconosciuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed è iscritta nell’elenco della Regione Umbria ex l.r.17/2014, Registro per la trasparenza EU n. 734603432102102-03. Inoltre, l’UNC è riconosciuta come un’associazione per i consumatori in Italia dalla Commissione Europea. L’UNC è membro del Consumers International, del Forum dei consumatori e del Centro di studi giuridici sui diritti dei consumatori. Le sue attività hanno anche il recente patrocinio del Senato della Repubblica Italiana.



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