LA BESTIA ROSA

di IL FARO società cooperativa sociale

Voglio raccontarti una storia. Inizia in modo banale, come la storia di tante donne come me. Una vita di violenza, mascherata da fiaba…

IL PROGETTO

Premessa
La scelta del nome del progetto deriva da una pura ispirazione. La scrittrice Robin Norwood dedica un capitolo del suo citatissimo libro “Donne che amano troppo” alla fiaba “La Bella e la Bestia”, nella quale, attraverso un processo di negazione, si attiva una strategia di controllo passando dalla posizione di Vittima (imprigionata nel castello) alla posizione di Salvatrice.
Quante donne vogliono redimere uomini con il loro amore disinteressato? Quante volte si arriva a pensare che, sicuramente, dietro ad un uomo aggressivo, triste, infelice, “mostruoso”, ci sarebbe stato dell’altro da scoprire? Il pregiudizio culturale che si cela dietro la Bella e la Bestia è che una donna può cambiare un uomo, se lo ama abbastanza. Quando le donne in questione sono abusate o vittime di violenza, qualora questo tentativo di cambiamento dell’altro dovesse fallire, nella donna sorgono vergogna e senso di colpa, legati al pensiero distorto di meritare i maltrattamenti subiti.
La bestia, intesa come relazione tossica, può dunque apparire rosa, ma resterà pur sempre ciò che è.

Contesto:
Il progetto si rivolge a Donne vittime di violenza, di genere e in ambito domestico. I Dati evidenziano chiaramente la gravità della situazione in Italia: solo nell’anno 2018 (fonte ISTAT – ultimi dati disponibili) 133 (+10 rispetto il 2017) sono state le donne uccise. Di esse, l’81,2% sono state uccise da persone loro conosciute. 
In generale, l’indagine indica che il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 58,8% delle persone si riconosce in stereotipi di genere, il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).

Tuttavia, (fonte Il Sole 24 Ore – 2019) solo una donna su mille si rivolge ai Centri antiviolenza (0,1%) evidenziando un fenomeno rilevante di casi sommessi e non denunciati.

Obiettivo:
L’obiettivo principale del progetto è di far emergere i casi di violenza ‘sommersi’, che le donne stesse non hanno il coraggio di denunciare perché spaventate o intimorite per la violenza subita.

Risultati attesi:
Realizzazione del portale web ‘LaBESTIArosa’

Funzionalità principali del portale:
Il portale, in cui potranno nel tempo essere inserite ulteriori sezioni, dovrebbe in una prima fase prevedere le seguenti sezioni base:
– Informazioni generali sul fenomeno della violenza e recapiti del CAV (Centro Anti Violenza) e del servizio
– Breve spiegazione del progetto “LBS”
– Rimando a link utili
– Spazio storytelling, che costituisce il cuore del progetto, in cui leggere i racconti esistenti e/o inserire il proprio racconto (il quale, prima della pubblicazione, verrà visionato dall’editor).
La scrittura può assumere un ruolo catartico per la vittima di violenza: il racconto di sé significa riaffermazione personale, capacità di espressione, spazio personale, con una serie di benefici tra loro intimamente connessi
NB 1 – Non è prevista la firma dei racconti da parte del loro autore che, con l’inserimento nel portale, ne cede i diritti all’editor (che potrà apportare tutte le modifiche ritenute opportune per renderlo compatibile con gli scopi del portale stesso). Il webmaster dovrà prevedere, inoltre, che i consueti cookies di navigazione, anche un “decalogo” alla pubblicazione che viene accettato con la spunta. 
NB 2 – E’ escluso l’inserimento di commenti o altre forme di interazione pubblica sulla pagina
– Spazio richiesta, per sintetizzare la richiesta da inviare al CAV e fissare un appuntamento in anonimato (no consulenze on line nel portale)
– Spazio autovalutazione in cui l’utente può eseguire in autonomia un check sulla gravità della violenza che vive personalmente o sta vivendo una persona a lei vicina (‘flaggando’ alcune domande-chiave a risposta multipla ed ottenendo poi un risultato immediato: verde, arancione, rosso)
– Spazio donatori e dona ora: il portale avrà una pagina ‘fundraising oriented’ dedicata a valorizzare i benefattori e donatori che hanno reso possibile la realizzazione del portale. In ogni momento sarà sempre possibile donare per rendere lo strumento sempre più efficiente, sostenibile, inclusivo

Outcome
– Emersione di contesti di violenza
– Sensibilizzazione sul tema di violenza fisica e verbale
– Prevenzione della spirale di reiterazione del ciclo della violenza
– Stimolo al dibattito e al dialogo, operando anche culturalmente

Segmentazione Outcome:
a) Dal punto di vista della vittima (impatto personale):
– Riacquisire liberà di pensiero, di emozione, di immaginazione
– Raccontare agli altri l’esperienza dolorosa della violenza, avendo uno spazio personale e al tempo stesso di condivisione
– Riconoscere, descrivere, riflettere sulla situazione che sta vivendo
– Stimolare la proattività delle vittime di violenza superando alcune barriere emotive (es. senso di vergogna)
– Stimolare il pensiero di uscita dalla vittimizzazione diventando protagonista della propria storia, anche ipotizzando sviluppi positivi (empowerment)

b) Dal punto di vista del lettore (impatto socio-culturale):
– Avere occasione di riconoscersi nelle storie raccontate da altre donne che stano vivendo la medesima situazione (rispecchiamento)
– Essere invogliate a raccontare la propria storia (emersione del fenomeno)
– Comprendere le dinamiche e le molteplici forme quotidiane della violenza, quasi sempre connessi nella narrazione dei mass-media solo a vicende estreme di cronaca nera
– Diffondere una cultura di riconoscimento degli stereotipi della violenza, nell’ottica della prevenzione
– Offrire spunti di riflessione e di confronto rispetto al modo di agire, sia come potenziale vittima, sia come autore di condotte violente (es. nel linguaggio) che appaiono invece socialmente sdoganate e accettate (normalizzazione della violenza)
– Offrire una visione più intima del fenomeno ed anche più fruibile e veicolabile, stimolare il dibattito e l’empatia
– Diffondere e stimolare la partecipazione attiva alla divulgazione di buone prassi di comportamento nel rapporto uomo/donna

c) Dal punto di vista del servizio (impatto socio-economico):
– Far conoscere l’attività del CAV
– Offrire all’operatrice la possibilità di conoscere in anticipo la storia che poi verrà presa in carico in presenza
– Stimolare il dibattito offrendo spunti di riflessione sul fenomeno
– Inserire storie scritte direttamente dall’editor, anche su esperienze positive di uscita della violenza
– Raggiungere un numero potenzialmente più elevato di utenti

Modalità d’attuazione
Per raggiungere tutto ciò, lo strumento determinante del portale è il racconto e lo storytelling: è solo una testimonianza, una storia vera di vita vissuta a poter far breccia nel cuore di chi soffre, che può emozionare e far riflettere. L’immedesimazione con una storia simile alla propria per indurre, a raccontare il proprio vissuto e denunciare la violenza subita.

Il portale darà voce a tutte le donne per raccontare:
– La violenza vissuta (ad es. nelle relazioni sentimentali, domestiche, sul posto di lavoro, tramite l’esperienza dolorosa dell’odio pubblico e on line)
– Il percorso successivo di ‘rinascita’ (dal momento della denuncia in poi: ad es. chi l’ha accompagnata per l’uscita dal trauma della violenza, chi l’ha aiutata a rimettersi in piedi, a trovare un lavoro e ricominciare a vivere serena e felice. In definitiva, chi l’ha accompagnata verso una nuova Vita per tornare protagoniste della propria storia). 

Il portale sarà quindi popolato con racconti di violenze reali scritte dagli utenti in modo anonimo, pubblicati dopo la valutazione dell’editor.

Il lettore ne verrà subito coinvolto: la violenza non sarà più un trafiletto da cronaca nera, ma la storia concreta di qualcuno che ha sofferto e continua a soffrire magari, ma che ha trovato la forza di denunciare l’accaduto. Nel caso in cui il lettore sia una ‘lettrice’ che ha subito violenza, potrà contare anche su un primo strumento di autovalutazione della propria violenza subita. Sarà infatti a disposizione un piccolo form (di cui accennato al par. precedente – breve check list) per valutare il livello di gravità della situazione che sta vivendo, che potrà decidere di compilare. Potrà decidere liberamente quindi se contattare il C.A.V. (Centro Anti Violenza) più vicino le cui operatrici, nel successivo incontro in presenza o contatto telefonico, potranno intervenire disponendo già di informazioni importanti (derivanti dal form), offrendo: colloqui di accoglienza, supporto psicologico, consulenza legale, ricerca abitativa/inserimento lavorativo, gruppi di auto-mutuo-aiuto, sostegno genitoriale, sostegno psico-educativo ai minori vittime di violenza assistita (attraverso il coinvolgimento del servizio sociale professionale), mediazione linguistica e culturale, accompagnamento presso servizi pubblici e privati del territorio (es. forze dell’ordine, pronto soccorso, consultorio etc…).
Tutti i servizi del C.A.V. sono gratuiti e garantiscono il completo anonimato.

Attività (macro WP) e Milestones:

– Campagna di crowdfunding e promozione del progetto (Novembre-Dicembre 2020)
– Creazione del portale e primi 5 racconti inseriti dall’editor (Gennaio-Marzo 2021)
– Lancio del portale (Marzo-Aprile 2021)
– Promozione e monitoraggio del portale (Maggio-Giugno 2021) 
– Valutazione e report incremento dei contatti al CAV di Macerata (Maggio-Giugno 2021)

Fase successiva: sostenibilità – sviluppo del progetto editoriale (es. libro e fumetto, eventi online e offline con tutto il dataset (forma anonima) e i racconti che hanno popolato il portale)


L’ASSOCIAZIONE

IL FARO è una Cooperativa Sociale. Dal 1990, anno di costituzione, abbiamo individuato come nostro specifico compito quello di contribuire a migliorare la qualità di vita e il benessere delle persone in stato di bisogno o fragilità.
Operiamo nelle Marche: gli operatori della Cooperativa si prendono cura di chi ha bisogno di un supporto o di un aiuto per affrontare le sfide della vita quotidiana.

Parole chiave dei nostri interventi:
– Accoglienza e autonomia, indipendenza per i servizi socio assistenziali
– Educazione e crescita per i servizi educativi
– Benessere e salute per i servizi socio sanitari

Le persone che accudiamo sono bambini, ragazzi, giovani, diversamente abili, anziani e donne vittime di violenza, famiglie in difficoltà. Nel 2019 abbiamo raggiunto e aiutato 4.355 persone con più di 400 operatori qualificati. Tra i servizi sociali principali: assistenza domiciliare e scolastica; azioni territoriali di prevenzione e riduzione della dispersione scolastica; gestione di centri diurni, case di riposo, nidi d’infanzia e centri di aggregazione giovanile; promozione di sportelli e centri antiviolenza; attività di reinserimento lavorativo e sociale a persone svantaggiate; gestione di case di emergenza, rifugio e di accoglienza a donne maltrattate.

Mission:
Crediamo che ognuno abbia il diritto e la possibilità di essere felice. Tutti i giorni offriamo accoglienza, ascolto e cura a bambini, giovani, famiglie, disabili, donne vittime di violenza e anziani, con servizi socio-assistenziali, sanitari ed educativi. Amiamo la nostra terra e il lavoro “ben fatto”; per questo per noi la persona è il bene più prezioso. Con passione, professionalità e responsabilità ci adoperiamo quindi per valorizzare la dignità di chi incontriamo, e per restituire sollievo e speranza a chi si affida a noi.

Vision:
Desideriamo un mondo dove ciascuno, con la propria unicità e personalità, possa contribuire alla costruzione del bene comune.

Payoff:
Insieme, dove c’è bisogno.