Lo stato dell’odio intergenerazionale online

di Osservatorio sulle Generazioni

IL PROGETTO

Le differenze tra generazioni sono evidenti e documentate già dai tempi antichi tanto da diventare topos letterari di miti e tragedie dall’epoca classica. Ma se è pur vero che il fenomeno di gap generazionale è conosciuto e studiato da più che secoli, millenni, rimane chiaro come emerge da numerose analisi condotte da università e enti di tutto il mondo, oltre che da una semplice osservazione e conoscenza del mondo del lavoro odierno, che questa divisione si sia esacerbata e allargata a dismisura con l’avvento della rivoluzione digitale. 

Sono infatti i millennials, la generazione degli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, con precisione coloro che sono nati a cavallo dei due decenni, ad aver sperimentato con maggiore intensità le conseguenze di questo gap, forte come mai prima nella storia, nei confronti delle generazioni precedenti, non necessariamente quelle dei loro genitori, ma spesso anche quelle dei loro fratelli o sorelle maggiori. 

Le skill digitali che questi “adattati” digitali hanno acquisito in età infantile o (pre)adolescenziale hanno contribuito a creare una distanza tra loro e le generazioni precedenti che non era mai stata così importante nel corso della storia, e con l’arrivo nel mondo universitario e del lavoro dei primi veri “nativi digitali”, i late GenZ-ers e la nascita dei giovanissimi Gen-alpha questa forbice rischia di allargarsi e di non lasciare più possibilità di richiudersi. 

Allo stesso tempo, la digitalizzazione ha lasciato indietro competenze e mestieri che hanno sostenuto l’economia del paese Italia, da sempre basata sulla forza delle piccole medie imprese e dei distretti locali, che dopo la crisi del 2008 hanno subito un durissimo colpo e nei quali il rapporto tra generazioni è a un punto di rottura sociale senza precedenti nella storia. 

A livello economico, già a inizio 2020 eravamo a un crocevia tra competenze e saperi connaturati e ormai storici e nuove necessità competitive. L’avvento della pandemia di Covid-19 non ha fatto altro che inasprire la situazione, facendo emergere con forza inaudita la necessità di un collegamento intergenerazionale che non è stato più possibile rimandare.

Abbiamo visto come insegnanti con 30 anni di insegnamento alle spalle sono stati guidati nel mondo digitale dagli studenti (o dai propri figli!); di come gli stagisti o ai dipendenti più giovani hanno accompagnato nello smart working manager con decenni di esperienza; addirittura, di come nonni e nipoti si parlino in videochiamata anche se vivono a qualche centinaio di metri di distanza. 

Soprattutto, abbiamo potuto assistere a un fenomeno unico nel suo genere in Italia: specializzandi dottori ed infermieri giovanissimi accompagnati in corsia da medici in pensione tornati in servizio per combattere il virus in nome del giuramento di Ippocrate. Un nuovo mondo del lavoro, del fare impresa, della scuola e del vivere sociale in generale non possono, oggi, più girare la testa e prescindere da una necessaria connessione generazionale. 

La ricerca verrà condotta dal comitato scientifico dell’Osservatorio con insight statistici, economici e sociologici e si svolgerà nei mesi di luglio – ottobre 2020.

L’Osservatorio sulle Generazioni nasce dal contesto precedentemente delineato e dalla necessità di una nuova guida e una visione rinnovata sui temi intergenerazionali, che nasca da un tavolo di lavoro aperto tramite un confronto costruttivo tra gli autori. 

 

L’OSSERVATORIO

 

L’Osservatorio sulle Generazioni si genera dall’iniziativa di Generation Warriors, nei suoi cofounder Marta Basso e Alessandro Sandionigi, e dalle attività in tutto il territorio italiano nonché negli ambienti digitali; e dall’incontro con la competenza e l’esperienza del Professor Alfredo De Massis, professore ordinario di Family Business all’Università di Bolzano, già direttore del Family Business Center e docente della University of Lancaster e più giovane studioso nominato professore ordinario in Italia. 

La prima ricerca scientifica in mano all’Osservatorio sulle Generazioni verte su uno degli sviluppi peggiori del gap generazionale, ovvero, l’odio online tra generazioni e i pregiudizi che stanno alla base di esso. La ricerca risponderà a domande come: come influiscono le competenze digital delle persone nella diffusione di odio generazionale? Quali sono le differenze di sviluppo del pregiudizio tra online o offline? Come viene percepito l’odio generazionale online? Quali sono gli strumenti per combatterlo secondo chi lo subisce e verso l’intera collettività?.

 

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