UN MODELLO PER DIRE MABASTA AL BULLISMO

…anche attraverso lo sport!

di G-Pro / Mabasta

IL PROGETTO

L’innovatività del Modello Mabasta risiede nel fatto che è la prima volta che sono i giovani stessi ad impegnarsi e ad ideare e applicare soluzioni al problema.

“Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno”. Queste sono le parole scritte da Carolina Picchio, vittima di cyberbullismo, proprio prima di togliersi la vita. Carolina è solo una delle tante, tantissime giovani vittime di bullismo e cyberbullismo che affrontano con dolore, sofferenza e, a volte, terrore le loro giornate negli anni più belli dell’adolescenza. Le ultime rilevazioni ISTAT riportano che oltre due milioni di ragazzi tra gli 11 e i 17 anni sono coinvolti in episodi di bullismo e cyberbullismo.
Questo è il bisogno sociale che intendiamo affrontare e soddisfare e, come già detto, in maniera e da un punto di vista totalmente innovativo, con il coinvolgimento attivo, la sensibilizzazione e le azioni dirette dei giovani stessi a cui il fenomeno si rivolge.
Il “Modello Mabasta” è stato sperimento in alcune classi della Puglia (nel periodo pre-Covid) ed i risultati sono talmente incoraggianti da spronarci a mettercela tutta.

Quello che ci siamo immaginati di fare e che abbiamo già sperimentato è appunto dare ai ragazzi delle azioni concrete per combattere la piaga del bullismo e cyberbullismo. Per questo nel 2018 abbiamo dato vita al “Modello Mabasta”, un innovativo e originale protocollo di 6 semplici azioni che ogni classe d’Italia può adottare per prevenire e contrastare “dal basso”, da parte degli studenti stessi, episodi e atti di bullismo e cyberbullismo a scuola.

COSA FAREMO E COME:

Il modello è illustrato nei dettagli sul sito ufficiale di “Mabasta” (www.mabasta.org/modello.html) e, in sintesi, comprende:
1. La prima azione consiste nel scegliere in ogni classe, da parte degli studenti, un “MabaProf” ossia un docente referente per il bullismo. Può essere il/la coordinatore oppure il/la professore/ssa con il/la quale gli alunni riescono a esprimersi meglio.
2. La seconda azione è la compilazione da parte di tutti gli alunni della classe del “MabaTest”, un questionario anonimo utile al MabaProf per sondare la situazione presente in classe e capire se sono presenti eventuali forme di bullismo e/o cyberbullismo.
3. La terza azione consiste nell’eleggere un Bulliziotto e una Bulliziotta di classe, normali studenti che hanno la capacità di tenere occhi e orecchie ben aperte per scoprire eventuali focolai. Questo è un compito molto importante che abbiamo deciso di affidare ai ragazzi perché sono i primi ad accorgersi e ad essere informati su eventuali atti in classe e possono intervenire tempestivamente.
4. La quarta azione prevede l’installazione nella classe (o nella scuola) di una “BulliBox”, cioè una scatola o urna dove chiunque, anche in modo anonimo, può imbucare segnalazioni, su eventuali situazioni o atti in classe. Sarà poi cura del MabaProf verificare la vericità e eventualmente agire e/o prendere provvedimenti.
5. La quinta azione è il “DAD – Digital Antibullying Desk”, una sorta di Bullibox virtuale che si trova sul nostro sito (www.mabasta.org/dad.html) e permette a chiunque di effettuare segnalazioni (anche anonime) attraverso smartphone, tablet e pc. Il centro d’ascolto digitale è sempre attivo ed è nostra cura raccogliere e inoltrare le segnalazioni al personale responsabile della scuola o agli Esperti del caso (Dirigenti scolastici, polizia postale, psicologi ecc.…).
6. La sesta azione, più che un’azione è il raggiungimento dell’obiettivo di diventare “Classe Debullizzata”, ossia una classe in cui gli studenti dichiarano di essere priva di ogni forma di sopruso e, dovesse mai nascere, verrebbe neutralizzato all’istante.

Inoltre vogliamo incrementare il tutto con il nuovissimo progetto “1000 a 0 – Sport Vince Bullismo Perde”, ovvero, una “partita” simbolica che vede tutto il mondo dello Sport giocare contro il “Bullismo”. Siamo partiti dal presupposto che all’interno di ogni classe scolastica vi sono dai 2 ai 10 giovani (maschi e femmine) che praticano sport e che quindi hanno acquisito alcuni valori distintivi dello sport, come il rispetto dell’avversario, il fairplay e l’importanza di fare squadra. Nel progetto questi ragazzi sono chiamati TipiTosti, “giocano” nella squadra dello “Sport” e se la vedono contro gli avversari della squadra ipotetica del “Bullismo”, i TipiTruci. I “TipiTosti” sono degli “Ambasciatori” di Mabasta e hanno il compito di trasmettere la conoscenza e l’applicazione del “Modello Mabasta” a tutti i loro compagni di squadra. Così facendo si riuscirà a raggiungere altri ragazzi e col semplice “passa parola” si potrà ampliare e velocizzare il processo che intende raggiungere tutte le classi d’Italia.

Infine, per la realizzazione del progetto abbiamo bisogno di:
• Far conoscere e applicare il “Modello Mabasta” a quanti più studenti e classi possibile. Bisogna prevedere mezzi e strumenti di comunicazione impattanti ed efficaci (collaborazione delle istituzioni, inserzioni sponsorizzate su media, web e social, testimonial e influencer);
• Progettare, produrre e distribuire i materiali previsti dal “Modello” (questionari ,spille e attestati per Bulliziotti, depliant, poster e roll-up informativi, cassette BulliBox, etc.);
• Monitorare, raccogliere ed elaborare dati in itinere e feedback finali.
Come si può evincere, i fondi che riceviamo vengono usati per realizzare azioni e materiali concreti da dare GRATUITAMENTE alle scuole.


L’ASSOCIAZIONE

“Mabasta – Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti” è nato il 7 febbraio 2016 ad opera di una classe di 14 studenti di primo anno delle superiori (14enni). Ad incentivare la nascita è stato un caso di cronaca riportato da tutti i maggiori media nazionali e riguardante il tentato suicidio di una 12enne di Pordenone a causa di azioni di bullismo da parte dei compagni di classe. Essendo studenti di una scuola che da anni incentiva e sprona gli studenti a “fare”, hanno deciso di ideare qualcosa di concreto in tal senso. Pochi giorni dopo l’annuncio del progetto, il 16 febbraio il Corriere della Sera ha pubblicato un bellissimo e ricco articolo in prima pagina. Esplode il “caso” mediatico. Se ne parla nei Tg nazionali, alla radio, a Striscia La Notizia, etc. Nove mesi dopo, nell’autunno del 2016, i Presidente Mattarella concede la Medaglia di Alfiere della Repubblica ed esattamente ad un anno dalla nascita, il 7 febbraio 2017, i ragazzi di Mabasta sono sul palco di Sanremo, invitati da Carlo Conti e Maria De Filippi. Da allora i ragazzi hanno conosciuto e interagito con Papa Francesco, l’attore Tom Holland (Spider-Man), Panini Comics, Piero Pelù, Sergio Sylvestre e tanti altri. In questi anni “Mabasta” ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti, anche internazionali, tra cui la vittoria del contest internazionale per imprese sociali “Open F@b” di Bnp Paribas Cardif, il “Terra del Sole Award”, il “Premio Civetta”, etc.
Oggi gli ideatori e animatori hanno finito l’ultimo anno delle superiori ed il progetto è in fase di passaggio da movimento studentesco a Impresa Sociale.
Nel 2018 è stato pubblicato sul sito ufficiale il “Modello Mabasta” un vero e proprio protocollo dettagliato di azioni utili a prevenire, contrastare e, potenzialmente, debellare ogni forma di bullismo e cyberbullismo in età scolare. Il “Modello Mabasta” è quindi il servizio/prodotto di punta e le sei azioni che lo compongono sono nella quasi totalità svolte dal basso, dagli studenti stessi. Le azioni comprese nel “Modello” sono frutto degli incontri effettuati negli ultimi cinque anni in decine e decine di scuole in tutta Italia e delle proficue interazioni dirette Peer to Peer con migliaia di studenti, dalle elementari alle superiori.
La piaga del bullismo e del cyberbullismo giovanile negli ultimi vent’anni, da quando la società se ne occupa, non solo non è stata minimamente scalfita ma è addirittura andata peggiorando di anno in anno. Gli “adulti” hanno fallito. Psicologi, pedagogisti, docenti, dirigenti, forze dell’ordine, genitori, etc., pur mettendocela tutta, non sono riusciti a ridurre il fenomeno. Ecco perché Mabasta ha le potenzialità per innescare un radicale cambiamento, in quanto agisce “dal basso” e rende attori attivi gli studenti stessi, il tutto in totale sinergia con tutti i suddetti attori esperti, che al contrario agiscono “dall’alto”.
Dopo oltre venti anni, per la prima volta scendono in campo le idee e le azioni originali e innovative dei giovani, proprio di quegli studenti adolescenti che del fenomeno ne rappresentano tutti gli attori, suddivisi tra “vittime” “bulli” e “spettatori”. Per la prima volta sono gli studenti che si organizzano e realizzano e conducono azioni concrete. Dall’introduzione delle figure di “Bulliziotti” e “Bulliziotte” all’applicazione della “Bullibox”, dalla nomina di un “MabaProf” in ogni classe, alla possibilità di segnalare ogni episodio via smartphone al “DAD – Digital Antibullying Desk”.

Inoltre da Agosto 2020 siamo entranti nel mondo dello sport con il progetto “1000 a 0 – Sport Vince Bullismo Perde” e in solo 9 mesi siamo riusciti ad ottenere il patrocinio di Sport e Salute, Comitato Italiano Paralimpico, 35 Federazioni Nazionali (FIGC, FIPAV, FIR, etc.), 4 Leghe Nazionali, 10 fondazioni (Con il Sud, Golinelli, ActionAid…) e centinaia squadre e team.
Tutto questo è stato possibile grazie alla voglia di risolvere questa problematica che spinge tutti i ragazzi dai 14 ai 19 anni che fanno parte di Mabasta a dare il massimo. Infatti da quando i fondatori della Start-up si sono diplomati, il testimone è passato in mano a 25 ragazzi 15enni di una classe 2° sempre dell’Istituto “Galilei-Costa” e sono capitanati dal Team leader, nonché fondatore, Mirko Cazzato. Ovviamente la colonna portante del progetto e il pluri-premiato Prof. Daniele Manni che è come un faro per i ragazzi e gli aiuta nel crescere.



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