Non siamo disagiati…come sempre etichettati

di Associazione Agevolando

Vi raccontiamo quel che siamo e siamo fieri di esser veri, quindi apri le orecchie e senti…

IL PROGETTO

Parlare di ragazzi e ragazze che crescono “fuori famiglia” (in comunità per minorenni, affido o casa-famiglia) significa affrontare tante sfide anche dal punto di vista della comunicazione, per cercare di sconfiggere stigma e pregiudizi.
Nonostante siano ormai abolite da anni parole come “istituti” e “orfanatrofi” (anche perché in Italia non esistono più) c’è chi ancora pensa ancora ai contesti di accoglienza come a collegi dall’atmosfera dickensiana in cui crescono bambini orfani o abbandonati dalle loro famiglie.
Anche la parola “comunità” in italiano ha ancora un’accezione per molti di un solo tipo: nel pensiero comune richiama le strutture per la cura delle dipendenze.

Una delle principali sfide per Agevolando è stata quella di cercare di far comprendere all’opinione pubblica che in comunità non vivono solo persone che hanno commesso reati o con problemi di salute mentale o di dipendenze. 
Esistono infatti in Italia comunità per minorenni, comunità di pronta accoglienza, gruppi appartamento e tante strutture con diverse denominazioni che offrono un’opportunità a bambini e ragazzi temporaneamente allontanati dalle loro famiglie perché chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro non era in grado di farlo. 
“Noi non abbiamo fatto niente di male…”, fu, una volta, il grido di Jennifer. 
“Non siamo disagiati né drogati come sempre etichettati”, è il rap scritto da un gruppo di care leaver in Piemonte.
Una riflessione simile la merita il tema dei giovani migranti: spesso anche loro accolti in comunità e case-famiglia, soprattutto se giunti in Italia come MSNA (Minori stranieri non accompagnati).

Abbiamo letto articoli con espressioni fortemente discriminatorie, come “baby clandestini” o in cui i ragazzi venivano identificati per la loro nazionalità, prima che per la loro condizione di persone di minore età.
È inoltre molto diffuso il fenomeno dell’“odio online” nei loro confronti, identificati come capro espiatorio dei problemi dell’Italia solo perché stranieri, dimenticando le loro storie di grande sofferenza e le loro scelte coraggiose.

Agevolando si occupa di ragazzi adolescenti e/o molto giovani. Come i loro coetanei anche i ragazzi care leaver vivono in maniera ambivalente il loro rapporto con le nuove tecnologie: riconoscendone le opportunità ma esponendosi a volte anche a rischi. Ne abbiamo testato la consapevolezza su questi temi lo scorso anno collaborando con il Consiglio d’Europa a Focus group tematici per monitorare l’effettiva attuazione della Convenzione di Lanzarote anche in Italia.

Spesso dai media generalisti i temi dell’accoglienza e dell’affido vengono affrontati in maniera molto discutibile o imprecisa. Recenti episodi di cronaca ci hanno mostrato come sia facile cadere nelle strumentalizzazioni, anche politiche.
Facile inoltre eccedere nel pietismo o nella morbosità quando si affrontano temi così complessi, quando si parla di famiglie in difficoltà o di giovani soli. 
Noi di Agevolando abbiamo scelto di allontanarci da questo tipo di comunicazione e restituire invece dignità alle storie di vita dei ragazzi e delle famiglie che abbiamo incontrato, nel rispetto di ciascuno e riconoscendo a tutti il diritto di chiedere aiuto senza per questo sentirsi giudicati. 

I ragazzi care leaver hanno una voce potente che ci chiede solo di essere ascoltata e riconosciuta.
Il nostro primo sforzo in questi dieci anni è stato allora proprio quello di dare spazio alle loro storie facendole uscire dall’invisibilità, raccontandole in maniera autentica e senza filtri, diventando in alcuni casi anche di esempio e ispirazione per altri ragazzi e ragazze che stanno vivendo le stesse difficoltà.

Abbiamo inoltre compreso la necessità di entrare in dialogo con i giornalisti e in generale con il mondo dell’informazione per abbattere i tanti pregiudizi di cui spesso è vittima chi è cresciuto in un contesto di accoglienza eterofamiliare.
Nel 2017 in occasione della prima conferenza nazionale del Care Leavers Network Italia i ragazzi hanno rivolto una loro “Raccomandazione” proprio ai giornalisti: “L’informazione è molto importante, perché le cose scritte vengono viste da tutti e rimangono. Siamo disponibili a parlarvi di noi, non solo oggi. Le nostre storie sono fragili e importanti ed esigono rispetto e sensibilità. Riteniamo che un’informazione parziale possa crearci ulteriori difficoltà oltre a quelle che già viviamo, perché spesso veniamo etichettati e discriminati, non solo noi ma anche le persone che ci stanno accanto: le nostre famiglie, le comunità, i servizi sociali. Siamo persone e non notizie”.

Tante sono ancora le sfide che ci attendono. Ma abbiamo un faro importante ad illuminarci: il punto di vista di tante ragazze e tanti ragazzi che con generosità condividono la loro storia e la loro esperienza e che ci hanno aiutato a costruire una narrazione completamente nuova ed emozionante.

Azioni che ci proponiamo di realizzare
– Realizzare laboratori autobiografici rivolti ai ragazzi e alle ragazze care leaver che permettano loro di raccontarsi “senza filtri” attraverso diversi linguaggi artistici e lo strumento dello storytelling (fotografia, video, musica, scrittura, etc…)
– Realizzare laboratori di media-education per educare i ragazzi e le ragazze (anche minorenni) accolti in comunità e case-famiglia al buon uso dei social network e delle tecnologie, riducendo i rischi legati a uno scorretto uso di questi strumenti (hate speech, cyberbullismo, revenge porn…)
– Realizzare una campagna informativa attraverso la stampa e l’affissione di manifesti/poster realizzati ad hoc che portino in maniere impattante nelle diverse città d’Italia maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica su queste tematiche
– Creare una “redazione” di ragazzi care leaver che collabori a tutte le attività di comunicazione dell’associazione con diversi ruoli (redattori, videomaker, social media mangement…)
– Fornire ai ragazzi/e care leaver strumenti utili per le attività laboratoriali e espressive: tablet, fotocamere e videocamere, programmi di grafica e montaggio, etc…
– Registrare e diffondere attraverso le principali piattaforme musicali (Spotify, Apple Music, Soundreef…) i tre brani musicali composti dai ragazzi in Piemonte, Campania e Veneto. 
Realizzare un video clip di accompagnamento ai brani.
– Implementare gli strumenti di comunicazione già attivi all’interno dell’associazione Agevolando per favorire lo scambio di informazioni e la rete di auto mutuo aiuto tra ragazzi/e care leaver: sito di Agevolando, social network, Museo dei care leaver, Newsletter…
– Implementare e promuovere “Agevol’Up”, la prima e innovativa app italiana dedicata ai care leaver
– Dare vita a un “Podcast” realizzato dagli stessi ragazzi care leaver
– Portare il modulo di formazione dedicato ai giornalisti sperimentato l’anno scorso in Emilia-Romagna in altre regioni italiane con la collaborazione degli Ordini regionali e nazionali (in modalità in presenza o online)
– Realizzare materiale informativo, pubblicazioni, gadget per sensibilizzare e raggiungere sempre più persone su queste tematiche (anche in lingue diverse dall’italiano)


L’ASSOCIAZIONE

Agevolando desidera un mondo nel quale i ragazzi e le ragazze care leaver abbiano l’opportunità e si riconoscano il diritto e la possibilità di scegliere – da protagonisti – il proprio percorso verso l’autonomia e l’autorealizzazione, con tempi e modi propri.
Pensare di dover essere totalmente autonomi a 18 anni è difficile per tutti, a maggior ragione per chi ha vissuto parte della propria infanzia “fuori famiglia”, in affido familiare, casa-famiglia o comunità per minorenni.
L’autonomia è per ciascuno di noi una meta mai definitivamente raggiunta. È un viaggio durante il quale i care leaver non si dovrebbero sentire soli, ma accompagnati da altri care leaver e figure di riferimento sulle quali poter contare.

Agevolando vuole esserci perché il futuro sia una storia ancora tutta da scrivere.