Regala un sorriso per Vale : FARE X BENE

Regala un sorriso per Vale

di FARE X BENE

OBIETTIVO RACCOLTA: "Regala un sorriso per Vale" è un progetto nato dall'iniziativa AIUTIAMOLE, che FARE X BENE lancia da quest’anno in occasione del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Un progetto che intende sostenere, dal punto di vista psicologico e legale, tutte le donne vittime di discriminazioni, abusi e violenze di genere, e i loro figli, spesso vittime silenti e passive di questa continua emergenza. Quest'anno vogliamo ridare il sorriso a Valentina Pitzalis, aiutandola a chiudere i conti col passato.

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Sostenitori

La raccolta fondi è conclusa

RICOMPENSE PER I DONATORI: DONA E VINCI CODICE ROSSO ROCK!






Per supportare la campagna Regala un sorriso per Vale, il gruppo rock italiano Kemama ha deciso di mettere in palio una ricompensa speciale per i donatori: donando almeno 100 euro, entro il 25 dicembre, si avrà la possibilità di partecipare all'esclusivo evento Codice Rosso Rock!


Quando? Il 9 febbraio, in occasione del Safer Internet Day.

Il programma: i donatori parteciperanno a un salotto musicale in streaming in cui potranno assistere a vari momenti di esibizione dal vivo, compreso il primo live della band con “Codice Rosso” e partecipare attivamente ai momenti di confronto con tutti gli aderenti all’iniziativa, tra cui Omar Pedrini, Andy (Bluvertigo), i Punkreas e ovviamente Valentina!


Codice Rosso” non è solo il nome dato alla legge n.69/2019 che innova la disciplina penale della violenza di genere, è anche il nuovo singolo dei Kemama che affronta il tema della violenza sulle donne in maniera diretta e emozionale, cercando di esortare al coraggio di ricominciare a vivere senza paura e sensi di colpa. 



IL PRIMO SINGOLO DEI KEMAMA: CODICE ROSSO


Firmato dai Kemama, ma realizzato con la collaborazione di molti altri artisti, tra i quali Omar Pedrini, Punkreas, Andy dei Bluvertigo, Andrea Ra e Roberto Angelini, affronta il tema della violenza sulle donne in maniera diretta e emozionale, cercando di incitare al coraggio, per ricominciare a vivere senza paura e sensi di colpa. "Il titolo del brano nasce da una legge che nel 2019, in Italia, innova e modifica la disciplina penale e processuale del reato di violenza, ma che ad oggi resta ancora molto più sulla carta che nelle azioni", dicono i Kemama, Ketty Passa, Manuel Moscaritolo e Marco Sergi. "È nato nel momento delicato del primo lockdown, in cui le statistiche dichiaravano un aumento importante dei casi di violenza domestica e di femminicidi, a seguito di un aumento delle denunce, lo abbiamo scritto e prodotto noi, ma abbiamo voluto trasformarlo in un prodotto collettivo chiamando altri amici e artisti a collaborare con noi, vista l’importanza del tema".


La scelta di mettere insieme tanti altri personaggi della scena indie e rock italiana è dettata non solo dalla voglia di sottolineare la forza della musica nel mettere l’accento su temi importanti, ma anche dal desiderio di mettersi al servizio di un obiettivo concreto per la lotta contro la violenza, attraverso un videoclip in cui tanti volti diventano testimoni di questo coro: "Sono quella voce che ti dice che non sei sola, non sei solo, la tua forza può tirarti fuori" e che servirà a raccogliere fondi per aiutare Valentina a chiudere finalmente i conti col passato.



   




LA CAMPAGNA

Fare X Bene Onlus ha deciso di creare l’iniziativa “Aiutiamole” con il supporto di Chi Odia Paga, per promuovere una campagna periodica di crowdfunding a supporto di donne vittime di violenza e odio.


La raccolta fondi sarà aperta per 1 mese ogni anno, dal 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, fino al 25 dicembre, giorno di Natale. Quest’anno “Aiutiamole” supporterà Valentina Pitzalis, vittima di tentato femminicidio, con la campagna di raccolta “Regala un Sorriso per Vale”, nata per aiutarla a coprire le spese legali sostenute per difendersi da accuse infondate e campagne di odio online che ha subito nel corso degli ultimi anni e che ammontano a 98.000 Euro.


Per quasi 10 anni Valentina ha dovuto difendersi legalmente da chi da vittima ha cercato invano di trasformarla in carnefice di fronte a un tribunale. Oggi chiede aiuto attraverso la campagna per chiudere finalmente i conti col passato.


LA STORIA DI VALENTINA

"Sono Valentina Pitzalis e sono miracolosamente sopravvissuta a un tentativo di femminicidio da parte di colui che diceva di amarmi di più al mondo, mio marito.

Era il 2011, avevo 27 anni, eravamo separati, e lui mi attirò con una scusa a casa sua dove, con un gesto premeditato, mi gettò addosso della benzina e mi diede fuoco. Il dolore che provai è qualcosa di indescrivibile: bruciai senza perdere mai i sensi prima che arrivassero i soccorsi e quei 20 lunghissimi minuti in cui sentivo l’odore della mia pelle ardere impotente, saranno stampati nella mia mente per sempre.

Lui restò vittima della sua stessa trappola e morì per asfissia, io sopravvissi, anche se il fuoco mi provocò danni terribili con ustioni di terzo grado (le più profonde) sul 30% del corpo: nemmeno un centimetro del mio volto fu risparmiato e per salvarmi la vita, i medici furono costretti ad amputare la mano sinistra e dopo molti tentativi, riuscirono a salvare la mano destra irrimediabilmente danneggiata. Ma la cosa più difficile da accettare fu che diventai disabile, perdendo per sempre la mia autosufficienza. 


L'incubo non era ancora finito.

Nonostante tutto questo non mi sono mai arresa e, anzi, ho deciso scrivere un libro "Nessuno può toglierti il sorriso", per raccontarmi, sensibilizzare e fare in modo che non ci fosse più nessuna “Valentina”. Dopo l’uscita del libro, nel 2014, però, è iniziata una campagna diffamatoria sul web nei miei confronti da parte dei genitori di chi mi ha reso così’ e dei loro sostenitori.


Per spingermi alla resa e al silenzio hanno cercato di ribaltare i ruoli e trasformarmi da vittima in assassina, dando vita a una vera e propria campagna d'odio on line a suon di diffamazioni, ingiurie e illazioni.

Io non ha mai risposto se non nelle sedi opportune, i tribunali, ma purtroppo neanche le condanne sono servite a fermarli e la famiglia di mio marito, dichiarandosi nullatenente, ha potuto avvalersi del gratuito patrocinio, mentre io, essendo disabile sono nello stato di famiglia dei miei genitori non ne ho mai avuto diritto perché insieme superiamo il limite di reddito di €11.000 annui.


Come invalida al 100%, percepisco una pensione di €270,00 circa che, sommata all' accompagnamento di cui ho diritto, arriva a € 790,00 circa.


Nel 2017, dopo due archiviazioni del caso, i genitori di mio marito mi hanno denunciata di nuovo, riuscendo a far aprire nei miei confronti un'indagine per omicidio volontario, incendio doloso e istigazione al suicidio.

Sono crollata emotivamente, da vittima a carnefice, senza mai aver ricevuto un risarcimento, e indagata per tre lunghi anni nei quali ho dovuto subire insulti, minacce di morte, diffamazioni, body shaming, restando in silenzio e confidando nella giustizia.


Finalmente  il 1 ottobre scorso è  arrivata la richiesta di archiviazione dell’inchiesta di omicidio e l'incubo è  finito, riconoscendomi definitivamente come la vera unica vittima, una vittima due volte.


Oggi continuo il mio lavoro di sensibilizzazione nelle scuole con FARE X BENE Onlus che non mi ha mai lasciata sola in questi anni e che mi ha affiancato nella battaglia legale.


Purtroppo l’incubo non è davvero finito: nonostante abbia agito per difendermi le spese legali le dovrò pagare io ma non ho la possibilità economica per farlo. Anni di lotte, avvocati, perizie, denunce che hanno portato a  € 98.000,00 di spese da pagare che non mi fanno dormire la notte.

 

Oggi chiedo a ognuno di voi di aiutarmi a riprendermi davvero la mia vita e non essere più vittima, ma artefice del mio futuro e poter continuare a dare aiuto concreto alle vittime, a chi non ha voce, a chi ha bisogno di me. Io oggi ho bisogno di voi per riuscire a coprire quelle spese, aiutatemi a chiudere i conti col passato.


Grazie di cuore,


Valentina"


LE SPESE DI VALENTINA


Dopo due archiviazioni precedenti, nel 2017 i genitori del marito sono riusciti a far aprire nei confronti di Valentina un'indagine per omicidio volontario, incendio doloso e istigazione al suicidio. Tre lunghi anni nei quali Valentina ha dovuto subire insulti, minacce di morte, diffamazioni, body shaming, restando in silenzio e confidando nella giustizia.

Finalmente il 1 ottobre scorso, dopo l’ennesima opposizione all’archiviazione richiesta dagli ex suoceri, è arrivata anche l’archiviazione definitiva del Giudice delle Indagini Preliminari, il quale ha riconosciuto finalmente e definitivamente Valentina come la vera e unica vittima della dolorosissima vicenda.


Valentina ha vinto due cause promosse nei confronti della madre di suo marito: la prima perché quest’ultima aveva illegittimamente pubblicato le pagine di un suo diario separandole arbitrariamente dal contesto nel tentativo di farla apparire un’assasina; la seconda per ottenere, così come ha ottenuto, la condanna per diffamazione a mezzo stampa e sui social della madre del marito. In entrambi i processi la madre del marito è stata condannata, oltre che al pagamento delle spese legali, anche al risarcimento dei danni in suo favore, danni e spese legali che però non potrà mai pagare poiché si è sempre dichiarata nullatenente.

Di conseguenza tutte le spese degli Avvocati e dei numerosi consulenti incaricati per la sua difesa (medici legali, anatomopatologi, esperti in incendi ecc.) dovranno essere sostenute da Valentina per un ammontare complessivo di € 98.000,00.



COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI


I fondi donati saranno utilizzati per coprire interamente le spese che Valentina ha dovuto sostenere in questi anni, che ammontano a 98.000 euro. Eventuali ulteriori fondi raccolti saranno destinati a difendere legalmente Valentina dalle campagne di odio online ancora attive nei suoi confronti e a sostenere altre donne vittime di simili campagne di odio ingiustificato.

 

AIUTIAMOLE è un progetto a sostegno di tutte le donne vittime di violenza e l'associazione FARE X BENE quest'anno con la campagna “Regala un Sorriso per Vale” ha deciso di aiutare Valentina a raccogliere i fondi necessari affinchè possa finalmente "chiudere i conti" con il passato: pagare le spese legali e le perizie necessarie per difendersi in tribunale da chi la accusava di essere carnefice e non vittima. 


L'iniziativa diventerà un appuntamento fisso ogni novembre per aiutare a restituire un sorriso a tutte le donne che lo hanno perso per colpa di chi un tempo amavano. 



FARE PER BENE ONLUS

FARE X BENE è un’Associazione attiva da oltre 10 anni che sostiene, promuove e realizza progetti e attività contro ogni forma di stereotipo, discriminazione e violenza di genere, in particolare offrendo attività d'accoglienza e consulenza psicologica e legale alle vittime di abusi e violenza, principalmente donne e madri.


Nel novero dei progetti realizzati da FARE X BENE tra il 2010 e il 2014, vi sono il sostegno alle attività del Camper dell’Ascolto “In mezzo alle Donne”, realizzato da Fondazione Donna a Milano Onlus, in collaborazione con Fondazione Doppia Difesa;  la costruzione di un dormitorio per 50 giovani studentesse, iscritte alle scuole medie inferiori e superiori ad Ampefy-Andasibe, in Madagascar;  le attività di accoglienza, consulenza e assistenza psicologica alle vittime di abusi e violenza, soprattutto donne e madri, del Centro Soccorso Rosa, dell’Ospedale San Carlo Borromeo a Milano e lo Sportello Donna centro di accoglienza per le vittime di violenza, aperto dalla Cooperativa Bee Free, presso l’Ospedale San Camillo Forlanini (AOSCF) di Roma.


FARE X BENE ha infatti compreso grazie alla propria esperienza come l’attività d’assistenza e consulenza psicologica alle vittime, in quanto vera attività di risposta “emergenziale”, sia incompleta se non accompagnata da progetti e percorsi di sensibilizzazione e prevenzione primaria in ambito scolastico, rivolti alle scuole secondarie di primo e secondo grado, come percorsi educativi e preventivi.

Poter operare in questi in termini, sui preconcetti presenti nei preadolescenti in merito alle differenze di genere (maschio - femmina) e alla violenza domestica è occasione per parlare delle forme di violenza tra pari, come il bullismo e il cyber bullismo.


FARE X BENE ha incontrato negli ultimi anni più di 25.000 ragazzi e ragazze e i loro docenti e genitori nelle principali città italiane, realizzando progetti e percorsi di prevenzione primaria contro ogni forma di discriminazione, violenza, abuso, bullismo e cyberbullismo, attività e percorsi inseriti da molte scuole nella programmazione scolastica curriculare come “Educazione alla Cittadinanza e costituzione e educazione all’affettività.”

 

L’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito nel 2015 la medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica a FARE X BENE per i percorsi nelle scuole.

Grazie alla sua pluriennale esperienza nei percorsi realizzati nell’ambito della sensibilizzazione e prevenzione, FARE X BENE è entrato a far parte dell’Advisory Board di “Generazioni Connesse”, progetto coordinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR).

 

Tra i molti progetti e percorsi su queste tematiche vi sono  LIBERA PERSEFONE in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, rivolto alla prevenzione della violenza di genere che partendo dai miti classici come origine delle discriminazioni di genere analizza e arriva fino ai giorni nostri, e NON SOLO25,  progetto di prevenzione e sensibilizzazione per le scuole di ogni ordine e grado per accendere l’attenzione, sensibilizzare, informare e fare riflettere sul tema della prevenzione e contrasto a ogni forma di discriminazione e violenza di genere, non solamente in occasione del 25 di novembre. Valentina Pitzalis è spesso presente per raccontare la sua testimonianza.